Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

Secondo la Fondazione studi – Consulenti del lavoro, sono circa 6 milioni i lavoratori “di prossimità” italiani interessati dalla rivoluzione epocale e forzata dettata dal Coronavirus, che dovranno riadattare il proprio modo di lavorare. Sto parlando di infermieri, operatori sanitari, fisioterapisti e osteopati, personal trainer, tatuatori, parrucchieri ed estetisti, che “per svolgere le mansioni necessitano del contatto diretto, in alcuni casi fisico con i clienti“.

L‘emergenza Coronavirus ha messo a dura prova ogni settore professionale, costringendo ad una sanificazione continua e rigorosa degli ambienti di lavoro. Nel mondo dell’osteopatia e della riabilitazione l’igiene è fondamentale, ma a seguito della pandemia è necessario adottare misure ancora più stringenti.

Il seguente articolo sulle norme di prevenzione della diffusione del Coronavirus è incentrato sui professionisti sanitari della riabilitazione.

Se sei un fisioterapista, un osteopata, un chiropratico, un infermiere, un massoterapista o anche un operatore non sanitario che svolge, però, la propria mansione a contatto diretto coi clienti (come ad esempio personal trainer, estetista, tatuatore) faresti bene a leggere questa guida sulle norme anti Covid da tenere per svolgere la tua attività professionale.

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

ATTENZIONE: questo articolo non si pone l’obiettivo di sostituirsi alle linee guida del Ministero della Salute per le Professioni sanitarie, ma semplicemente di dare dei consigli ai vari professionisti sanitari sulla riorganizzazione degli ambienti di lavoro o sulle modalità di svolgimento della loro attività professionale, per lavorare in sicurezza ai tempi del Coronavirus (ed evitare sanzioni!).

Cosa dice il decreto sulle riaperture del 18 maggio 2020

Il decreto sulle riaperture del 18 maggio 2020 firmato da Giuseppe Conte riguarda in modo particolare i professionisti sanitari e tutti quei lavoratori di prossimità che operano a stretto contatto coi clienti.

Le misure di prevenzione e contenimento per contrastare la diffusione dei contagi da Coronavirus anche negli studi professionali degli operatori sanitari, sono le stesse che in questi mesi di lockdown abbiamo sentito quotidianamente:

  • norme igienico-comportamentali,
  • distanziamento sociale,
  • contact tracing, ovvero tenere una lista con i contatti dei clienti.

Come raccomandato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) all’interno dei luoghi di lavoro e degli studi professionali degli operatori sanitari è necessario:

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

Bisogna distinguere, però, tra:

  • sanificazione generale (che va compiuta al momento della riapertura dell’attività o dello studio)
  • sanificazione ordinaria (da fare su eventuali strumenti e apparecchiature)

Per le opere di sanificazione è stato riconosciuto un credito di imposta per sostenere le spese di sanificazione fino a 20.000 euro. Chiedi informazioni al tuo commercialista.

6 milioni i lavoratori “di prossimità” costretti a riadattare il proprio modo di lavorare a causa dell’emergenza Coronavirus.

Cosa sono i dispositivi di protezione individuale (DPI)

Per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende tutta l’attrezzatura destinata agli operatori sanitari per proteggersi sul posto di lavoro. 

Sono considerati DPI i guanti monouso, le mascherine, le visiere e i filtranti facciali per la protezione del volto, gli occhiali protettivi, le cuffie, i camici, le tute integrali e i grembiuli monouso: tutto ciò che occorre per coprirsi da capo a piedi.

Secondo il Decreto legge 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, i dispositivi di protezione individuale sono obbligatori in tutte le strutture ospedaliere e territoriali esposte al rischio da agenti biologici. In periodo di pandemia post Coronavirus queste norme sono state estese anche agli operatori sanitari che lavorano fuori dalle strutture ospedaliere.

I dispositivi di protezione individuale si dividono in 3 categorie:

  • I categoria: vi rientrano i dispositivi di facile progettazione destinati a salvaguardare la persona da danni fisici di lieve entità;
  • II categoria: vi rientrano tutti i dispositivi destinati a proteggere gli utenti da un rischio significativo per occhi, mani, braccia, viso;
  • III categoria: vi rientrano tutti i dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti dal rischio di morte o di lesioni gravi. Un esempio sono tutti i presidi chiamati a proteggere le vie respiratorie da agenti chimici aggressivi.
coronavirus

Coronavirus e Professioni sanitarie: l’ingresso nello studio

Le misure di prevenzione del contagio al fine di tutelare la sicurezza di operatori sanitari ed i loro pazienti iniziano già all’ingresso in studio.

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

Prevenzione del Coronavirus: cosa fare? Le norme anti Covid introdotte per evitare la diffusione dei contagi all’interno delle strutture sanitarie e degli studi privati degli operatori sanitari possono essere così schematizzate:

  • Consentire l’accesso dei pazienti solo tramite prenotazione
  • Mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni (ecco la novità introdotta: il contact tracing che permetterà alle regioni di individuare persone venute a contatto col Covid-19)
  • Effettuare un triage telefonico in fase di prenotazione per accertarsi che il paziente non sia venuto a contatto col Covid-19
  • Rilevare la temperatura corporea con termometro ad infrarossi, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 gradi
  • Informare sulle misure di prevenzione, attraverso cartelloni/dépliant posizionati in sala d’attesa/desk/aree di lavoro
  • Organizzare il desk di accettazione/segreteria in modo tale che il paziente rispetti la distanza di almeno 1 metro o utilizzare un plexiglas parafiato
  • Mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche disinfettanti per le mani all’entrata e/o in sala d’attesa e/o presso il desk di accettazione/segreteria o posizionati su una colonnina, ed eventualmente le mascherine monouso
  • Esistono in commercio anche dispenser automatici igienizzanti per soluzioni idro-alcoliche, che permettono un minore rischio igienico
  • Posizionare le sedie in sala d’attesa ad almeno 1 metro l’una dall’altra
  • Eliminare giornali, brochure, giochi ed altro materiale di uso promiscuo in sala d’attesa
  • Favorire modalità di pagamento elettroniche

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Accompagnatori ammessi solo in determinati casi

La permanenza dei pazienti all’interno dei locali è consentita solo per il tempo necessario all’erogazione del servizio o del trattamento. Sono ammessi eventuali accompagnatori solo in caso di minori o di persone non autosufficienti.

Consentire in ogni caso la presenza contemporanea di un numero limitato di pazienti in base alla capienza del locale.

Coronavirus e Professioni sanitare: come riorganizzare l’area di lavoro

E’ necessario riorganizzare gli spazi dell’area di lavoro, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

L’operatore sanitario ed il paziente devono indossare tutti i dispositivi di protezione individuale necessari al sicuro svolgimento della prestazione.

L’utilizzo di una semplice mascherina chirurgica FFP1 per operatore sanitario e paziente è già ottima per ridurre il contagio, mantenendo una distanza di sicurezza di almeno 1 metro.

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia
Sia l’osteopata sia il paziente devono indossare la mascherina chirurgica (Image by FREEPIK)

Tra un paziente e l’altro

Al termine del trattamento o della prestazione sanitaria dopo l’uscita del paziente, senza togliere i guanti, occorre:

  • Rimuovere i lenzuolini monouso e quant’altro sia stato utilizzato per il trattamento e buttarlo nell’indifferenziata
  • Assicurare un’adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro un’adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori, utilizzando disinfettanti idro-alcolici o a base di cloro (secondo le indicazioni fornite dalle circolari del Ministero della Salute e dal Rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020)
  • Prima di far entrare il cliente successivo, arieggiare gli ambienti aprendo le finestre, per favorire il regolare e frequente ricambio d’aria
  • Cambiare i guanti e buttarli nell’indifferenziata
  • Escludere totalmente per gli impianti di condizionamento la funzione di ricircolo dell’aria (esistono in commercio delle soluzioni spray igienizzanti per i condizionatori).

Coronavirus e Professionisti sanitari: l’uscita dallo studio

Terminato il trattamento o le prestazioni sanitarie bisogna salutare il paziente (senza stringergli la mano!) e indicargli il percorso d’uscita. E’ bene, infatti, programmare vie diverse di entrata ed uscita, per non far venire in contatto i pazienti tra loro. Anche eventuali fornitori devono avere un percorso separato.

Il personale addetto alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica prevedendo altresì barriere di separazione (separatore in plexiglass) e favorendo le modalità di pagamento elettroniche.

Tenere sempre al desk o all’uscita dello studio delle colonnine igienizzanti per consentire ai pazienti di sanificare le mani prima di uscire dallo studio.

Tornati a casa dal lavoro

Si consiglia di indossare abiti da lavoro diversi da quelli di arrivo al lavoro o in alternativa indumenti monouso. Una volta tornati a casa lavare regolarmente gli indumenti da lavoro con detersivi igienizzanti specifici ad una temperatura di 40 C° e per almeno 30 minuti.

Se preferisci non utilizzare mascherine ed indumenti monouso, puoi comprare uno sterilizzatore a secco o a raggi ultravioletti (UV), in modo da poter riutilizzare i tuoi abiti ed i dispositivi di protezione individuale in tutta sicurezza.

Oltre al risparmio economico, farai anche una scelta ecologica, perchè le mascherine hanno aumentato notevolmente l’inquinamento ambientale.

Coronavirus e professioni sanitarie: cosa cambia dopo la pandemia

Conclusioni

Spero di averti aiutato a capire come lavorare in sicurezza ai tempi del Coronavirus. In pratica devi riorganizzare gli ambienti di lavoro per consentire un distanziamento adeguato tra te e il paziente e tra le varie persone presenti nel tuo studio.

Sicuramente dovrai rivedere anche le modalità di svolgimento della tua attività professionale: la mascherina è sempre obbligatoria, sia perchè i professionisti sanitari sono lavoratori di prossimità, sia perchè è utile a limitare la diffusione del Coronavirus. Non dimenticare di sanificare costantemente gli ambienti e le superfici di lavoro.

Per questo articolo è proprio tutto. Se hai dubbi o domande scrivile nei commenti, se invece ti è piaciuto ed hai apprezzato il mio lavoro fammelo sapere lasciando un like e condividendolo sui tuoi social o invialo a chi potrebbe aver bisogno di queste informazioni. Grazie mille 😉

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Articolo di
Alessandro la Torre
Alessandro la Torre
Specialista in Osteopatia, Posturologia e Terapia manuale. Appassionato di alimentazione, salute e benessere.Info e prenotazioni: [email protected]
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Mi chiamo Alessandro e sono un Osteopata specializzato in Posturologia. Negli anni ho ideato un metodo per la gestione del dolore basato su osteopatia, esercizio fisico e stile di vita corretto.

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