Come diventare osteopata

Per diventare osteopata in Italia non c’è ancora un corso di laurea universitario, ma bisogna affidarsi ad istituti di formazione privati che offrono la possibilità di conseguire il Diploma in Osteopatia (D. O.) seguendo dei corsi part time o full time in base al titolo pregresso del professionista o dello studente che sceglie di diventare osteopata.

Nonostante il riconoscimento dell’osteopatia tra le professioni sanitarie del 2021 grazie all’iter iniziato col DDL Lorenzin, ad oggi, dopo 3 anni dal tanto atteso evento, mancano ancora i criteri per l’accreditamento dei titoli equipollenti ed i decreti attuativi del Ministero della Salute e del MIUR per definire l’ordinamento didattico del corso di laurea per diventare osteopata.

Attualmente sono migliaia gli osteopati operanti nel nostro Paese (oltre 12000 secondo l’ultimo “censimento”) che contribuiscono al benessere e alla salute di moltissime persone: 10 milioni secondo l’ultima indagine demoscopica sulla diffusione e la conoscenza dell’osteopatia in Italia. Migliaia di osteopati professionisti attendono da anni un riconoscimento, ma soprattutto di uscire dal quel limbo normativo e burocratico in cui sono intrappolati da troppo tempo, senza tutela per i professionisti e soprattutto per i cittadini che si affidano alle cure dell’osteopata.

Come diventare osteopata

Chi è l’osteopata

L’osteopata è un professionista sanitario che, attraverso delle manipolazioni specifiche dei tessuti corporei, si occupa di ristabilire la corretta mobilità di ossa, muscoli, legamenti e tessuto connettivo. A differenza di altri specialisti l’osteopata non si focalizza solo sul sintomo doloroso, ma cerca di capire la causa scatenante e quindi di risolvere il problema alla radice.

L’azione dell’osteopata parte dall’aponevrosi, cioè quel tessuto connettivo che mette in relazione le diverse parti del corpo, in cui si connettono il sistema vegetativo e quello muscolo-scheletrico. Le manipolazioni dei tessuti molli avvengono tramite: 

La manipolazione osteopatica può agire in modo positivo sulla mobilità di tali strutture e quindi sulla riduzione del dolore e della sintomatologia.

Gli effetti del trattamento osteopatico e delle tecniche manipolative si traducono in input che stimolano il sistema neurovegetativo dando un’informazione ottimale per accelerare i progressi di salute del paziente.

L’osteopata è un professionista sanitario che si occupa di ristabilire la corretta mobilità di ossa, muscoli, legamenti e tessuto connettivo, attraverso delle tecniche manuali specifiche.

Il punto di forza dell’osteopata è che non si sofferma esclusivamente sulla zona dolorante, ma considera il corpo nella sua globalità e, valutando i vari sistemi corporei che potrebbero essere la fonte del dolore, cerca di scovare la causa scatenante e di ripristinare attraverso la manipolazione osteopatica i processi di autoregolazione che sono presenti nel nostro corpo (in una parola, l’omeostasi).

Chi sceglie di diventare osteopata deve essere ben consapevole di non soffermarsi sul dolore e sulla parte del corpo su cui il paziente lamenta il fastidio, bensì deve concentrarsi sulle sue condizioni fisiche e sul suo stile di vita, a volte sulla sua alimentazione, per cercare la causa del problema, della disfunzione osteopatica, anche lì dove il paziente non sospetterebbe mai.

Se vuoi approfondire i principi dell’Osteopatia

Fondamenti di Medicina Osteopatica
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Filosofia e principi meccanici dell'osteopatia
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osteopata

L’osteopata è un medico?

In Italia l’osteopata non è un medico (sebbene ci siano oltre 4000 medici italiani che praticano l’osteopatia), ma un professionista sanitario con un regolamento a sé stante.

L’osteopatia è già riconosciuta a pieno titolo come Professione Sanitaria in dieci Paesi (Gran Bretagna; Francia; Finlandia; Sudafrica; Australia; Nuova Zelanda; Sudafrica; Svizzera; Portogallo e Islanda) ai quali si è aggiunta l’Italia nel 2021.

Negli Stati Uniti l’osteopata è un medico e l’Osteopatia ha fatto il suo ingresso nella sanità pubblica nel 1991. Negli USA, gli osteopati sono general practitioners, medici laureati, che hanno il titolo di dottore. In Inghilterra, Canada, Australia e Nuova Zelanda, gli osteopati non sono laureati in Medicina, ma fanno comunque parte del sistema sanitario nazionale.

In gran parte dell’Europa, Italia compresa, esistono istituti privati che rilasciano il Diploma in osteopatia (DO), ma, col riconoscimento dell’osteopatia del 24 giugno 2021, è in procinto di istituire un Corso di Laurea in Osteopatia della durata triennale come le altre professioni sanitarie di fisioterapista, logopedista, ecc. 

L’osteopata non può fare diagnosi, nè prescrivere medicinali o rilasciare certificati, gli unici che possono farlo sono coloro già Laureati in Medicina.

Come diventare osteopata: corso di studi

In Italia l’osteopatia è una professione sanitaria dal 2018 con l’approvazione del DDL Lorenzin (art. 7 della legge 3/2018), ma per diventare osteopata nel Bel Paese non è prevista una formazione universitaria e i corsi si svolgono presso istituti privati.

Per diventare osteopata in Italia e conseguire il Diploma in Osteopatia, o ancor meglio un titolo accademico e professionalizzante, a seguito della recente legge 3/2018, si possono intraprendere corsi di osteopatia T1 (tempo pieno), T2 (tempo parziale) e T1 con esoneri, in scuole di osteopatia private seguendo percorsi specifici in base alla formazione di partenza.

1. Tempo pieno (T1)

Dopo il conseguimento del diploma di scuola media superiore puoi frequentare un corso di osteopatia full time della durata di 5 anni.

2. Tempo parziale (T2)

Se già possiedi una laurea sanitaria, invece puoi accedere al corso di 5 anni di osteopatia in modalità part time.

3. T1 con esoneri

Se hai una laurea in Scienze Motorie, Farmacia o Biologia possono iscriversi al corso di 5 anni full time con esoneri.

AGGIORNAMENTO: Il 24 giugno 2021, il Governo italiano ha finalmente istituito la professione sanitaria dell’osteopata. Una data storica per l’osteopatia e per i 12000 osteopati operanti in Italia. L’Accordo descrive l’individuazione della figura e del profilo dell’osteopata, gli ambiti di attività e competenza e il contesto operativo. Nello specifico, il provvedimento serve anche a definire il campo di intervento di questo professionista, abilitato, che riguarda le attività di valutazione, le modalità operative del trattamento, ma anche l’individuazione delle strutture in cui si svolge l’attività professionale. Per quanto riguarda i criteri di valutazione dell’esperienza professionale, il CdM rimanda a un successivo accordo da stipulare in Conferenza Stato-Regioni. Stesso procedimento anche i criteri per il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea in osteopatia da istituire, per questo motivo le informazioni contenute in questo articolo si riferiscono ai corsi di studi per diventare osteopata prima del riconoscimento ufficiale e saranno aggiornate non appena verrà istituito il corso di Laurea in Osteopatia.

  • programmi di formazione Full Time di Tipo 1 della durata di 5 anni sono rivolti ai diplomati di scuola media superiore o in possesso di titolo estero equipollente. Possono inoltre essere riconosciuti in modo totale o parziale specifici crediti formativi, abilità culturali e professionali certificate, diplomi, lauree o altri titoli, esclusivamente da parte del Consiglio Didattico della scuola, che determina i criteri e le modalità del riconoscimento e/o di assolvimento dell’eventuale debito formativo.

I programmi di formazione di Tipo 1 con esoneri della durata di 5 anni, invece sono rivolti a biologi, laureati in scienze motorie e i diplomati ISEF, che saranno esonerati dagli esami già superati durante il corso universitario e dei quali avessero ottenuto i relativi crediti.

  • programmi di formazione Part Time di Tipo 2 della durata di 5 anni sono rivolti ai laureati in ambito sanitario in possesso dei seguenti laurea triennale di primo livello nelle professioni sanitarie di fisioterapista, infermiere, terapista occupazionale, terapista della neuro e psicomotricità, ostetrica, podologo, oppure laurea magistrale di secondo livello nelle professioni di ruolo sanitario (medici e odontoiatri), o superamento completo dei curricula didattici del 5° anno del corso di laurea magistrale in medicina (che abbiano sostenuto gli esami del 5°anno), salvo l’obbligo di conseguire la laurea in medicina come requisito propedeutico necessario per poter iscriversi alla prova finale per il conseguimento del D.O. (Diploma di Osteopatia).
Come diventare osteopata

Osteopata: il diploma per esercitare la professione

Per diventare osteopata in Italia bisogna conseguire il Diploma in Osteopatia, un titolo accademico e professionalizzante. In assenza di un vero e proprio decreto che disciplini la formazione degli osteopati del futuro, l’obiettivo principale perseguito dalle scuole di osteopatia e dalle associazioni professionali di categoria (che sono attualmente l’unica tutela per la professione in Italia) è quello di garantire uno standard formativo il più alto possibile, pertanto i percorsi formativi per diventare osteopata devono seguire le linee guida europee dettate dalla normativa CEN EN 16686.

Ricapitolando ci sono due modi per diventare osteopata in Italia:

  1. Frequentare un Corso di Osteopatia a Tempo Pieno della durata di 5 anni (T1), con ulteriore possibilità di esonero da alcuni esami
  2. Frequentare un Corso di Osteopatia a Tempo Parziale della durata di 5 anni (T2)

Nel primo caso lo studente che vuole diventare osteopata intraprende il corso di osteopatia dopo la scuola superiore di secondo grado, una volta conseguito il diploma di maturità. Nel secondo caso l’accesso ai corsi è condizionato dal possesso di una laurea sanitaria o parasanitaria.

Diventare Osteopata in Italia: cosa cambia dopo il riconoscimento

In seguito al riconoscimento normativo dell’osteopatia il percorso di studi per diventare osteopata cambierà. Si passerà da istituti di formazione privati che rilasciano il Diploma in Osteopatia ad un vero e proprio corso di Laurea in Osteopatia, un percorso di studi triennale come per le altre professioni sanitarie di fisioterapista, dietista, logopedista, ecc. Non si sa ancora se l’accesso sarà regolamentato da un test di ammissione.

Ad oggi nulla si è ancora mosso. I tempi della burocrazia italiana li conosciamo tutti, inoltre istituire e organizzare nuovi percorsi universitari non è una cosa semplice, quindi si può ipotizzare che i tempi per la Laurea in Osteopatia siano ancora abbastanza lunghi.

“Ci troviamo adesso in un limbo molto difficile: la legge 3/2018 ha individuato l’Osteopatia come Professione Sanitaria ma non abbiamo ancora il percorso formativo con una Laurea Triennale. Ci sentiamo veramente sospesi in una situazione delicata e ci auguriamo si possa tutto concludere presto e per il meglio”.

Paola Sciomachen, Presidente del Registro degli Osteopati in Italia (ROI)

Osteopata a Imola: cosa posso fare per te

Dopo averti spiegato come diventare osteopata ed averti descritto la difficile situazione degli osteopati italiani che da anni sono sospesi in questo “limbo” normativo, vorrei passare alle cose pratiche e raccontarti come può esserti concretamente d’aiuto l’osteopatia e quando rivolgerti ad un osteopata per risolvere un dolore o un fastidio in maniera naturale e senza farmaci.

10 milioni di italiani decidono di rivolgersi ad un osteopata, il 70% di essi ci va per i dolori muscolo-scheletrici e il 90% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto.

Come ben saprai puoi rivolgerti ad un osteopata nella maggior parte dei dolori osteo-articolari e muscolo-scheletrici, i più gettonati sono:

  • mal di schiena, lombalgia, sciatica
  • cervicalgia, torcicollo
  • dolori articolari e muscolari

Ma l’osteopata cura anche molte patologie e disfunzioni a carico del sistema muscolo-scheletrico, nervoso e viscerale:

Come diventare osteopata
  • cefalea, emicrania, mal di testa, vertigini
  • ansia, disturbi del sonno
  • problemi intestinali, stipsi, gonfiore, colon irritabile, ernia iatale con reflusso-gastro esofageo
  • problemi funzionali legati alla gravidanza e al post-parto, infezioni urinarie recidivanti, dismenorrea
  • rinite, sinusite, otite, vertigini

Per approfondire leggi l’articolo “Osteopata cosa fa e cosa cura“.

Non tutti sanno che si possono portare dall’osteopata anche bambini di poche settimane o pochi mesi di vita.

Gli esperti raccomandano un trattamento osteopatico entro le prime 8 settimane di vita per intervenire sulle disfunzioni generatesi durante la vita intrauterina. Già da molto piccoli, infatti, l’osteopata pediatrico può curare con buoni risultati:

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  • plagiocefalie
  • coliche
  • torcicollo congenito
  • otiti ricorrenti
  • malattie respiratorie ricorrenti
  • rigurgito
  • reflusso gastrico

Studi effettuati sui neonati con plagiocefalia posizionale (volgarmente detta “testa piatta”) una deformazione del cranio causata dal parto e da posizionamenti scorretti del neonato, hanno dimostrato nella maggioranza dei casi una risoluzione del 100% se trattati dall’osteopata entro i primi 3 mesi di vita.

Buoni risultati vengono registrati su rigurgito, reflusso gastroesofageo e nelle coliche infantili. In ambito pediatrico il trattamento osteopatico può essere di aiuto bambini affetti da disabilità gravi quali la paralisi cerebrale infantile e la spina bifida.

Negli anni seguenti l’osteopata pediatrico può essere utile nei problemi di crescita legati principalmente alla postura, allo sviluppo motorio e alle asimmetrie della colonna.

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Articolo di
Alessandro la Torre
Alessandro la Torre
Specialista in Osteopatia, Posturologia e Terapia manuale. Appassionato di alimentazione, salute e benessere.Info e prenotazioni: [email protected]
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Mi chiamo Alessandro e sono un Osteopata specializzato in Posturologia. Negli anni ho ideato un metodo per la gestione del dolore basato su osteopatia, esercizio fisico e stile di vita corretto.

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